Affettività e Sessualità: imparare a riconoscere le proprie emozioni e i propri sentimenti

Diventare grandi  accogliere i bisogni emergenti del proprio corpo e confrontarsi con un mondo adulto. Questi sono alcuni degli obiettivi del progetto di Affettività e Sessualità intrapreso da alcuni ragazzi e ragazze che hanno deciso di affrontare il percorso evolutivo con maggiore serenità. Abbiamo chiesto alla dott.ssa Riscassi di raccontarci le sfide e le trasformazioni del progetto in questi ultimi mesi:

Dal mese di ottobre 2019 al mese di maggio 2020 si sono svolti, seppur con modalità e obiettivi diversi, gli incontri sulla tematica dell’affettività.

Fino al mese di febbraio gli incontri si sono svolti nelle aule dell’oratorio di Piazza Wagner, e gli argomenti trattati in gruppo coi ragazzi hanno riguardato, come da progetto, le relazione sentimentali ed amicali.

Con l’emergenza legata al Covid-19 siamo stati costretti a rivedere la modalità ed abbiamo imparato ad incontrarci su Skype, riuscendo ad adattarci con grande pazienza e flessibilità da parte dei ragazzi, a questo nuovo strumento.

Da quel momento, le tematiche sulle quali ci si è confrontati insieme hanno riguardato l’esperienza che tutti noi stavamo vivendo durante il lockdown, le emozioni che provavamo, le nuove situazioni e restrizioni a cui eravamo chiamati ad adattarci. I ragazzi hanno partecipato sempre con grande entusiasmo, voglia di mettersi in gioco, di chiedere e di condividere, portando riflessioni e racconti personali molto utili al gruppo.

Abbiamo cercato di rielaborare insieme ciò che stava succedendo, ritrovando nell’unione del gruppo stesso solidarietà e ottimismo per andare avanti e non lasciarsi affliggere dalla situazione. Sono emersi vissuti di paura legati alla malattia, di tristezza per la mancanza delle persone che quotidianamente i ragazzi erano abituati a vedere, col passare del tempo anche agitazione o, al contrario, demotivazione e inerzia, che gradualmente, con la possibilità di iniziare ad uscire di casa, sono andate migliorando, ma anche tanta allegria e positività.

I ragazzi hanno saputo approfittare della permanenza in casa per godersi con tempi più rilassati, i propri spazi e i propri cari, facendo attività insieme a loro. Nonostante il coronavirus, il gruppo ha mantenuto la sua coesione e la sua identità, ed è stato davvero bello poterli incontrare e confrontarmi con loro. 

  Dott.ssa Mila Riscassi

 

Trasformazione, Creatività, Unione…Un anno tutto da raccontare!

L’unione del gruppo, nuovi strumenti di comunicazione e soprattutto tanta creatività…

L’anno formativo  si è appena concluso e nonostante le difficoltà e i cambiamenti che hanno travolto le vite di tutti noi, attraverso le parole di Sonia –  educatrice d’équipe AFSW – ripercorriamo le tappe di un anno davvero speciale!!!“Quest’anno formativo è stato particolare e al contempo prezioso sotto diversi punti di vista: un anno che ci ha insegnato tanto, che ci ha posti nella condizione di imparare, reinventarsi, trovare compromessi e nuove vie non solo per la prosecuzione delle attività assieme in Associazione, ma anche per ogni nostra relazione sociale, amicale, familiare. 

Abbiamo vissuto il possibile rischio di trasformazione da quarantena fisica a quarantena psichica, rischio che abbiamo affrontato e combattuto insieme a famiglie e ragazzi scoprendo la ricchezza della “presenza a distanza”: una disponibilità silenziosa ma costante, per facilitare in ciascuno, noi compresi, la messa in parole di ciò che stava accadendo e che ha stravolto equilibri e quotidianità. 

Abbiamo lavorato insieme come équipe, in un continuo confronto, fruendo della mente di gruppo “virtuale” che ha permesso di portare avanti non solo le attività ma anche, e soprattutto, i rapporti e le relazioni. I diversi gruppi di ragazzi si sono messi in gioco con vitalità, creatività ed inventiva: appuntamenti con videochiamate settimanali, video, messaggi e aggiornamenti costanti sono stati compagni di viaggio importanti all’interno del complesso e delicato momento che tutti abbiamo vissuto. 

Ci siamo scoperti inventori creativi, anche nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione a nostra disposizione: attività quotidiane, di autonomia e gioco, sono state condivise e hanno costituito “piccoli ponti sospesi”. Ponti tra persone in equilibrio che hanno consentito a tutti noi di sentire parte della propria vita che continuava, nella speranza e desiderio che ci ha accompagnato come una canzone, di tornare ad essere e vivere insieme in sicurezza, gioia e serenità” 

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